Aerei, così funzionano i filtri Hepa: aria sterile al 99,97% (come negli ospedali)

16 Giu 2020

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CORONAVIRUS
di Leonardo Berberi  –  Corriere della Sera

 

Aerei, così funzionano i filtri Hepa: aria sterile al 99,97% (come negli ospedali)

 

A bordo l’aria viene cambiata ogni 2-3 minuti e i filtri sono in grado di eliminare anche i coronavirus. Il getto d’aria arriva dall’alto verso il basso così da ridurre il contagio Da lunedì 15 giugno gli aerei in Italia potranno tornare a riempire tutti i sedili se soddisfano alcuni requisiti tecnici, sostiene uno degli allegati tecnici del decreto del governo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo «può essere derogato nel caso in cui l’aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri Hepa, in quanto tali precauzioni consentono una elevatissima purificazione dell’aria», scrive il decreto. Si tratta di un requisito — come ha anticipato il Corriere — già soddisfatto dagli aerei che volano nel nostro Paese. L’aria a bordo Ma cosa sono i filtri Hepa e che aria si respira a bordo? Secondo la Iata (la principale associazione internazionale dei vettori) e i costruttori di velivoli (Airbus, Boeing, Embraer) «l’aria che circola all’interno è molto pulita e sicura, più di quella che si trova negli ambienti interni come le scuole, le abitazioni e gli uffici». Il perché è presto spiegato: il sistema di circolazione degli aeromobili è stato pensato per far circolare aria al 50% presa da fuori e al 50% da dentro, ma filtrata, allo stesso modo per 20-30 volte all’ora. Quello che respiriamo in alta quota insomma cambia ogni 2-3 minuti. Non avviene lo stesso nemmeno negli ospedali dove c’è aria nuova cinque volte all’ora, mentre negli altri edifici (case, scuole, cinema, ristoranti) una volta o al massimo 2,5 volte ogni sessanta minuti. Le caratteristiche L’aria a bordo — altro requisito richiesto dal decreto del governo — ha poi un andamento verticale, dall’alto verso il basso, cosa che secondo gli esperti evita che le particelle contagiose possano andare liberamente in giro in cabina. Il flusso d’aria dall’alto verso il basso — calcolano i tecnici — viaggia a una velocità di circa un metro al secondo. Questo ricambio avviene grazie ai filtri Hepa (High efficiency particulate air ) di ultima generazione «che sono identici a quelli degli ospedali e per questo riescono a catturare e a bloccare fino al 99,97% dei microbi presenti», sostiene la Iata. Una percentuale che secondo alcune compagnie sui loro jet sale al 99,999% andando così a fermare virus piccoli anche di 0,01 micrometri di diametro. I coronavirus hanno una dimensione che va da 0,08 a 0,16 micrometri. Quanto dura un filtro Ogni passeggero in classe Economy riceve 0,42-0,57 metri cubi di aria sterilizzata al minuto. I filtri Hepa devono essere controllati ogni sei mesi e cambiati ogni anno. Ma in queste settimane diverse compagnie aeree hanno deciso di dimezzare i tempi di utilizzo cambiandoli anche ogni 4-6 mesi almeno fino a quando l’emergenza sanitaria globale non sarà rientrata. L’aria che arriva dall’alto — all’altezza delle cappelliere — scende velocemente in basso e viene poi catturato da altri filtri posti sul pavimento. L’innovazione comunque va avanti. Da tempo i colossi Airbus e Boeing stanno lavorando a nuovi sistemi di gestione dei flussi d’aria per portare a zero il rischio di contagio.   lberberi@corriere.it