AL SUD TRA SAFARI, MARE E ARCHEOLOGIA

Nel selvaggio Sud della Tanzania le antiche rovine persiane e la magnifica isola di Pemba in 9 giorni tra lodge e campi tendati.
Un viaggio che unisce in pochi giorni ambientazioni completamente differenti tra loro. Partendo da Dar Es Salaam, si viaggerà via terrà per il Parco Nazionale del Nyerere ricavato dalla ex Riserva di Selous, la più vasta del continente africano.
Qui l’interferenza umana è praticamente nulla e il Parco ospita quella che viene definita la più grande popolazione di mammiferi di tutta l’Africa: elefanti, bufali, ippopotami, coccodrilli, licaoni, leoni, leopardi e ghepardi. La maggior parte delle escursioni si svolgono lungo il fiume Rufiji.
Oltre ai tradizionali safari in 4×4, si effettuano anche le escursioni in barca: un’esperienza straordinaria per osservare al tramonto gli animali all’abbeverata. Un trasferimento verso la costa ci farà raggiungere Kilwa Masoko, cittadina costiera dove si trovano interessanti rovine dell’antica città, Kilwa Kisiwani, testimonianze dell’arrivo degli Shirazi dalla Persia nell’XIII-IX secolo.
In volo poi si raggiungerà l’isola di Pemba, la seconda maggiore isola dell’arcipelago di Zanzibar, più autentica di Unguja chiamata comunemente Zanzibar anche dai locali, per trascorrere due intere giornate di relax e attività balneari in uno scenario tropicale incomparabile.
Le sue spiagge bianche, le infinite gradazioni di azzurro dell’oceano, la barriera corallina che circonda l’Isola e l’inconfondibile aroma di spezie per la quale è famosa, saranno la conclusione di un viaggio ricco di emozioni.

Cartina safarimarearcheologia

Tour/safari mare e archeologia di 9 giorni

1 Dar es Salaam

2 Rufiji River

3 Nyerere National Park (ex Selous Game Reserve)

4 Kilwa Masoko

5 Pemba island (Arcipelago Zanzibar)

 

Arrivo su DAR ES SALAAM la vecchia capitale

Arrivo all’aeroporto internazionale di Dar Es Salaam e dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali, incontreremo il nostro personale con trasferimento privato all’hotel posto direttamente sulla spiaggia per il pernottamento.

Struttura: White Sands Hotel and the Beach Resort
Tipologia: resort
Formula: HB

1° giorno

SDT racconta:

underline120

È la più grande e più importante città della Tanzania, Dar es Salaam. Da dormiente villaggio di pescatori, ha saputo trasformarsi in una metropoli dall’aria tropicale, con quattro milioni di abitanti e interessanti attrattive.
L’architettura di Dar es Salaam è uno straordinario mix d’influenze africane, arabe, indiane e tedesche, e la sua posizione sull’Oceano Indiano le regala un’aria esotica, tra spiagge da sogno e grattacieli, paradisiache isole e locali alla moda.
Tra le architetture più belle troviamo la St. Joseph’s Cathedral, chiesa cattolica in stile gotico che, con le sue guglie, spicca tra gli edifici più moderni: recarsi qui la domenica mattina, permette di ammirarne gli spettacolari interni mentre risuonano le note del coro.
Anche se, per vivere il cuore autentico di Dar es Salaam, è necessario recarsi al Kivukoni Fish Market, il suo mercato del pesce. È questo il posto migliore per assistere alla fusione di culture, e per “fare affari” in un ambiente tradizionale tanzaniano: qui potrai scattare foto ai pescatori che scaricano i pesci lungo le banchine, ma è necessario avere uno stomaco forte visti gli odori e le centinaia di pesci eviscerati.
Se si vogliono acquistare invece sculture o oggetti d’artigianato, meglio optare per l’altrettanto tradizionale Mwenge Woodcarvers Market.

Il fiume RUFIJI, safari nel Parco Nazionale di NYERERE

Sveglia di buon mattino e partenza in direzione del parco Nazionale del Nyerere precedentemente chiamato “Selous Game Reserve”, il quale nel 2019 ha ottenuto lo status di Parco Nazionale. Durante il tragitto si effettuerà una fermata per il pranzo al sacco continuando poi in direzione del lodge. Arrivo al lodge e assegnazione delle camere, dove la posizione arroccata sul bordo del fiume Rufiji permette di avere una vista magnifica e di poter avvistare gli animali al momento dell’abbeveraggio.
Nel pomeriggio partenza per un emozionante safari in barca sul fiume per l’incontro con ippopotami e coccodrilli nel loro habitat naturale. La guida illustrerà la loro vita oltre che quella di buffali, waterbucks, impala, elefanti e leoni avvistabili facilmente lungo le rive del fiume flora autoctona.
Il fiume Rufiji offre il più emozionante safari in barca del Nyerere. Nel tardo pomeriggio rientro al campo con cena e pernottamento.
Il giorno seguente Sveglia all’alba per un adrenalinico safari alla ricerca della fauna selvatica, cambiando l’aerea di esplorazione all’interno del Nyerere in compagnia di un esperto ranger in fuoristrada 4×4.
Questa Riserva è rinomata per essere un luogo poco frequentato dalla massa. Il pranzo sarà al sacco con proseguimento del safari fino al tardo pomeriggio. Rientro al campo con cena e pernottamento.

Struttura: Selous River Camp
Tipologia: campo tendato
Formula: FB

2°-3° giorno

SDT racconta:

underline120

Non c’è da meravigliarsi se attraversare il Parco Nazionale di Nyerere ci si stupisce nel vedere un gran numero di fauna selvatica.
Prevalentemente pianeggiante e caratterizzato da temperature più elevate rispetto ai Parchi del circuito Nord, il Nyerere comprende ambienti molto diversi: foreste di miombo, radure disseminate di baobab, ebani, acacie, colline sassose dall’erba rasa, piane di terra scura inondate durante la stagione delle piogge, paludi e laghi tra i meandri del Rufiji.
Diversamente dagli altri Parchi della Tanzania, il Parco Nazionale di Nyerere è stato creato all’interno della Riserva Faunistica di Selous, famosa per essere l’Area Protetta più estesa d’Africa, una delle più grande di tutto il Mondo. La Riserva di Selous prendeva il nome da Frederick Courteney Selous, capitano dei Fucilieri Britannici.
Dei 55.000 kmq della Riserva il Parco Nazionale ora ne copre circa 30.893 kmq ospitando la più grande quantità di animali di qualsiasi altra area protetta della Tanzania: 60.000 elefanti, 40.000 ippopotami, 3500 leoni, 1300 licaoni (i predatori ormai più rari in assoluto), 5000 antilopi nere, 130.000 bufali, circa 450 specie di uccelli, le rive del famigerato Fiume Rufiji, ne sono una totale testimonianza.
Si ipotizza che per la sua concentrazione di fauna selvatica questo Parco Nazionale di recente istituzione in fase di sviluppo, potrebbe essere indicato come il Serengeti della Tanzania del Sud. La maggior parte delle aree di questo Parco sono accessibili tutto l’anno tranne durante le stagioni umide o piovose.
A differenza del Parco Nazionale del Serengeti e dell’Area di Conservazione di Ngorongoro ovvero al Nord della Tanzania, dove leoni e ghepardi si possono avvistare a breve distanza da automezzi turistici gli animali selvatici dello Nyerere non sono abituati ai veicoli e agli esseri umani che si trovano nel loro habitat. I guardiani in carica in effetti sostengono che la maggior parte degli animali trovati nel Parco non ha mai visto grossi numeri di fuoristrada e tantomeno masse di uomini, incontrandoli in tutto il suo sospettoso sguardo o ancora avvistare grandi branchi di elefanti, ippopotami e bufali rispetto a qualsiasi altro Parco Naturale della Tanzania.
Il fiume Rufiji, è il più lungo della Tanzania meglio conosciuto per le sue migliaia di coccodrilli, attraversa il parco con le sue acque brunastre che sfociano nell’Oceano Indiano. Per gli appassionati di birdwatching nel Parco vivono più di 440 specie di uccelli tra cui; il pellicano dal dorso rosa, il martin pescatore gigante, lo skimmer africano, il gruccione dalla fronte bianca, l’ibis, la cicogna dal becco giallo, il martin pescatore malachite, il turaco dalla cresta viola, l’airone squacco malgascio, il bucero trombettista, l’aquila pescatrice.
Nel Parco del Nyerere, oltre ai fotosafari in fuoristrada, è possibile effettuare safari a piedi e safari in barche a motore lungo il Fiume Rufiji.
Nell’ area di Beho Beho si trova la tomba del capitano Frederick Courteney Selous all’interno del Serengeti della Tanzania meridionale è un luogo che merita una breve visita. La tomba del Capitano Selous è un’attrazione popolare all’interno del Parco Nazionale di Nyerere e nel resto della Riserva Faunistica di Selous.
La tomba è l’eterno luogo di riposo del capitano Selous, uno dei più grandi cacciatori il quale uccise oltre 1.000 elefanti per commerciarne in zanne e pellame. Fu ucciso a colpi d’arma da fuoco da un cecchino tedesco il 4 gennaio 1917, nell’area di Beho Beho, mentre cercava alleati britannici durante la prima guerra mondiale.
La visita nella Riserva è comunemente consigliata nel periodo che va da Giugno a Dicembre, Marzo e Aprile sono i mesi più piovosi.
La relativa vicinanza alla costa e alle isole della Riserva rende facile l’abbinamento con un’estensione mare.

KILWA MASOKO l’isola dei Sultani

Al mattino presto partenza in direzione dell’Oceano Indiano, attraversando una polverosa strada solo in parte asfaltata che attraversa una zona rurale tipicamente centroafricana.
Il pranzo sarà a pic-nic, quindi arriveremo a Kilwa Masoko sull’Oceano nel pomeriggio. Tempo libero per il relax oppure partenza (facoltativa non inclusa nella quota) per l’hippo cruise; un’escursione in barca direttamente dal lodge per navigare fra mangrovie, osservando un’avifauna spettacolare e incantarsi davanti agli ippopotami endemici. Durante la navigazione è possibile avvistare anche coccodrilli e elefanti.
Sistemazione presso il lodge ubicato su una spiaggia sabbiosa in una suggestiva baia con tempo libero a disposizione per relax. Cena e pernottamento al lodge.
La giornata seguente sarà dedicata all’escursione (facoltativa non inclusa nella quota), della visita delle Rovine di Kilwa Kisiwani, chiamata anche l’isola dei Sultani, raggiungibile a soli 10 minuti di barca dal lodge. Il trattamento al lodge è di pensione completa.
NB: Le escursioni non sono comprese nella quota iniziale e hanno un costo di circa 40-50 US$ a persona cadauna, in base al numero dei partecipanti inclusivo di trasporto e di guida.

Struttura: Kimbilio Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

4°-5° giorno

SDT racconta:

underline120

Culture antiche, con antiche radici oltrepassato il Canale di Pemba, flusso d’oceano che divide l’isola dal Continente Nero…sviluppate in un’isola ancor più piccola, a una ventina di minuti di barca da Kilwa Masoko, cittadina sulla costa della Tanzania: Kilwa Kisiwani.
Patrimonio Unesco, è uno dei siti di architettura islamica più importanti e meno visitati dell’Africa subsaharariana, conservando le testimonianze della città-stato fondata nel 957’ da un principe persiano e poi governata dagli arabi coloni.
Un sultanato medievale che, fra il XIII e il XV secolo, divenne una potenza economica e commerciale, un luogo magico, che merita di essere conosciuto: le rovine di palazzi, moschee, di un imponente fortino sembrano voler dire ancora la propria imponenza con lo sfondo del mare solcato dai tradizionali dhow.
Proprio tra queste antiche pietre e all’ombra dei baobab si incontrano spesso, in cerca di ispirazione e tranquillità, gli studenti della scuola coranica.
Fondata nel 957, la città-stato swahili di Kilwa fungeva da centro di scambio con i mercati d’oltreoceano, principalmente Persia e India, per il commercio dell’oro proveniente dalle miniere dell’interno degli antichi regni Shona dello Zimbabwe.
A Kilwa Kisiwani si trovano i più importanti resti di architettura islamica di tutta l’Africa a sud del Sahara, abbandonati e poco visitati. Nel 1981 l’isola è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Visita alle splendide rovine con la Grande Moschea, il Forte Arabo, le vecchie prigioni, i palazzi di Husuni Kubwa (il grande boma) e di Husuni Ndogo (il piccolo boma).
Oggi l’isola è abitata da una piccola comunità di pescatori. E, anche per loro, questo angolo di storia e di ricordi conserva qualcosa di speciale ma allo stesso tempo mistico.

l’isola di PEMBA e l’Arcipelago di ZANZIBAR

Al mattino trasferimento all’aeroporto di Kilwa per arrivare in volo sull’ Isola di Pemba, (il volo viene effettuato con piccoli aerei max 12 posti, volando a bassa quota potendo così ammirare le isole coralline dell’Oceano). Il volo potrà essere diretto oppure potrebbe necessitare di uno scalo a Dar Es Salaam e/o a Zanzibar in base alle prenotazioni. Arrivo nel pomeriggio e trasferimento al resort con cena e pernottamento.
I due giorni successivi dedicati al soggiorno balneare al resort sulla più settentrionale delle tre “Isole delle Spezie”, conosciuta fin dai tempi dei sultani come “Al Khutera” (Isola Verde) per le sue colline floride e rigogliose.
Oggi le sue spiagge sono tra le più incontaminate di tutta l’Africa. I fondali sono ancora puri e inviolati…affascinanti le foreste di mangrovie e la foresta pluviale a Nord, dove è possibile vedere le “scimmie volanti”. Imperdibile la meravigliosa spiaggia cristallina di Wumawimbi.

Struttura: Misali Beach
Tipologia: Resort
Formula: FB

6°-8° giorno

SDT racconta:

underline120

A Pemba non manca niente…spiagge deserte, mare, foreste. Si viene in questa piccola isola nell’Oceano Indiano, al largo delle coste della Tanzania, per assaporare il vero lusso lo spazio… il tempo…il silenzio. Qui vivono pescatori e contadini, seguendo il ritmo ancestrale delle maree e delle stagioni delle piogge. È un angolo d’Africa dall’anima rurale, che contagia il visitatore con la sua essenzialità la lentezza della vita.
A soli 20 minuti di volo dalla più celebre e mondana Unguja chiamata comunemente Zanzibar, la porta per arrivarci, ne sembra lontanissima: 984 chilometri quadrati di terra coltivata soprattutto a chiodi di garofano, una manciata di abitanti di religione mussulmana osservante, pochi negozi, qualche piccolo resort affacciato al placido Oceano Indiano.
Gli abitanti vivono di agricoltura, di pesca e della coltivazione e vendita di tre tipi alghe, destinate all’esportazione in Asia ed Europa, per l’impiego nell’industria alimentare e cosmetica. La raccolta è costante, ogni due settimane.
Una o due volte all’anno, invece (dicembre e giugno, a seconda delle piogge), si raccolgono i chiodi di garofano, una delle voci più importanti dell’economia locale. Un po’ ovunque, lungo le strade e davanti alle case, i boccioli dalla fragranza penetrante sono stesi a seccare su grandi teli. Da verdi e rosso vivo, diventano rapidamente marrone scuro.
Chi ama questo intenso profumo di spezie può ritrovarlo tutto l’anno. Basta andare alla Pemba Essential Oil Distillery, della Zanzibar State Trade Corporation, non lontana da Chake-Chake, città principale dell’isola che, a parte qualche bottega e il mercato, non offre nulla di speciale.

Rientro su DAR ES SALAAM, partenza per l’ITALIA

Prima colazione in hotel e tempo libero per il relax. Il pranzo sarà libero e nel pomeriggio trasferimento per l’aeroporto internazionale di Unguja (Zanzibar) per il volo di rientro in Italia o per un’altra destinazione a scelta.

9° giorno