LAGHI E PARCHI IN SAFARI

Un itinerario insolito per scoprire il Nord della Tanzania, un angolo d’Africa che custodisce, non solo i Parchi tra i più ricchi di animali dell’Africa, ma anche etnie primitive e paesaggi straordinari.
Il viaggio inizia dall’ esplorazione del Parco Nazionale del Tarangire con il suo corposo numero di baobab e i suoi massicci elefanti, passando poi al lago Manyara, un luogo meraviglioso per il suo paesaggio, rimanendo così incantati dalla visione dei fenicotteri rosa che spesso popolano il lago.
Si arriverà sulle sponde selvagge del lago Eyasi, un’area dove ogni anno presenziano pochissimi viaggiatori, terra natale degli Hadzabe, una tribù primitiva che vive ancora di caccia e raccolta, parlante la lingua del “click”, simile a quella dei boscimani, dove la sua casa si tramuta in semplici capanne di paglia a cupola.
Si farà la conoscenza della primitiva etnia Datoga, popolo sud-nilotico che vive nel Nord della Tanzania, in occasione del mercato, punto di incontro di molte etnie.
Con un trasferimento su pista, attraverso i villaggi maasai, si raggiunge il Serengeti per emozionarsi tra i safari delle immense praterie colme di animali selvatici inoltrandosi nell’incredibile Cratere di Ngorongoro, per l’incontro in un solo giorno tutti i “big five”. Un viaggio per chi vuole immergersi nella natura africana, senza tralasciare un’importante lato etnografico del Paese.
Tutti gli spostamenti sono effettuati in fuoristrada 4×4 accompagnanti da un’esperta guida/ranger di lingua inglese, tutti i lodge e i campi tendati sono di buon livello.

Cartina laghieparchi insafari

Tour/safari di 8 giorni

1 Tarangire National Park

2 Lake Manyara

3 Lake Eyasi

4 Serengeti National Park

5 Ngorongoro Conservation Area

Arrivo in TANZANIA, il Parco Nazionale di TARANGIRE

Arrivo all’aeroporto internazionale di Kilimanjaro, disbrigo delle formalità aeroportuali, incontro con il personale addetto e partenza in direzione del Parco Nazionale di Tarangire. Oltrepassato il cancello d’entrata proseguimento per il lodge, dove comincerà un vero e proprio safari con l’incontro della fauna e la flora autoctona. Se il tempo lo permette, dopo pranzo partenza per un adrenalinico game drive per esplorare la Riserva.
Il Parco è una grande riserva ricca di fauna selvatica con una vasta popolazione di elefanti. La caratteristica più importante è il fiume Tarangire, qui gli animali possono essere osservati mentre sguazzano o si abbeverano nel fiume durante il giorno.
Un gran numero di baobab sono presenti nel parco prosperando anche lungo le rive del fiume Tarangire. Nel tardo pomeriggio cena e pernottamento al lodge.

Struttura: Tarangire Safari Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

1° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale di Tarangire è posizionato tra Arusha e il Lago Manyara e prende il nome da il fiume omonimo e dai simpatici facoceri chiamati “nghire” in swahili, dalla tribù Mbugwe residenti prima del 1960, anno della nascita del Parco Nazionale.
Il Tarangire offre una grande varietà di fauna selvatica nella sua area di circa 2600 kmq. Il fiume omonimo fornisce l’unica acqua permanente quando le steppe Masai si asciugano alla fine del periodo delle grandi piogge. Gli animali migrano verso il fiume Tarangire in cerca d’acqua e pascoli rendendolo così il secondo Parco della Tanzania per la grande concentrazione di fauna selvatica: elefanti, bufali, gnu e zebre, leopardi, antilopi d’acqua, gazzelle, gerenuk, impala, giraffe, oltre 500 specie di uccelli, senza tralasciare una delle grandi attrazioni; i pitoni arrampicatori.
Rispetto a Parchi come quello del Serengeti, il paesaggio è più verdeggiante, attorno al fiume si trovano estese paludi e pianure alluvionali, e anche fitta boscaglia.
Le pianure e le praterie sono prevalentemente composte da svariati tipi di acacie tra cui quella ad ombrello, enormi baobab, tamarindo e alberi del pane o albero delle salsicce, è senza dubbio il Parco tanzaniano con la maggior concentrazione di baobab.

I fenicotteri rosa del Lago MANYARA

Sveglia di buon mattino e direzione Lago Manyara per l’incontro con i fenicotteri rosa che colorano il lago con la sua imponente presenza. Nonostante le dimensioni ridotte del Parco, la vegetazione varia dalla savana alle paludi ai boschi di acacia, consentendogli di avere una notevole varietà flora e fauna.
Oltre ad un ambiente suggestivo e tranquillo, il Lago Manyara gode di una folta avifauna, dai temerari leoni che si arrampicano sugli alberi e buffi ippopotami sbuffanti nelle acque stagnanti.
Sul lato Est del Lago il tasso alcalino in particolare modo accentuato, facendone così un’angolo di paradiso per migliaia di uccelli, specie i fenicotteri che cibandosi di batteri inseriti e alghe di color rosa accentuato prendono il suo colore.
Tempo per il pranzo al sacco. Arrivo al lodge nel tardo pomeriggio con cena e pernottamento.

Struttura: Lake Manyara Wildlife Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

2° giorno

SDT racconta:

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Ai margini della Rift Valley si trova il Lago Manyara da dove prende il nome il suo Parco Nazionale, offrendo vari ecosistemi e panorami mozzafiato.
Dopo essere stato designato come riserva di caccia nel 1943, è diventato Parco Nazionale nel 1968 Le sue foreste, pianure arbustive, scogliere disseminate di baobab e sorgenti calde striate di alghe offrono un’incredibile varietà ecologica in una piccola area, ricca di fauna selvatica.
L’acqua alcalina, ricca di sodio, del lago Manyara ospita un’incredibile varietà di avifauna che prospera sulle sue acque salmastre, fenicotteri rosa, cicogne e aironi sono tra le specie più grandi.
I famosi leoni che si arrampicano sugli alberi sono ne fanno del Parco una grande attrazione. Oltre ai leoni, il parco Nazionale ospita anche la più grande concentrazione di babbuini in tutto il mondo, quindi è possibile avvistare famiglie numerose di questi primati. Nella parte meridionale del Parco ci sono un gran numero di acacie. Il Parco è stato nominato dall’UNESCO Riserva della biosfera nel 2018.

Incontro con le tribù primitive del Lago EYASI

Direzione Ovest dopo la prima colazione per il Lago Eyasi, un lago salato endoreico superficiale ubicato sul fondo della Rift Valley a poca distanza dal Parco Nazionale del Serengeti e dell’Area di Conservazione di Ngorongoro.
Con la sua forma longilinea porta il proprio interesse, oltre alla notevole bio-diversità faunistica, anche alla presenza di due tribù, i Datoga e gli Hadzabe.
Le due tribù sono molto diverse tra loro ma riescono a vivere in tranquillità in una piccola area come questa. All’arrivo incontro con il capo tribù ed un interprete che racconterà come si svolge la vita tra gli Datoga.
La stessa cosa verrà fatta per gli Hadzabe. Trasferimento al lodge nella zona di Karatu nel tardo pomeriggio con successiva cena e pernottamento al lodge.

Struttura: Lake Eyasi Safari Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

3° giorno

SDT racconta:

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Il Lago Eyasi noto precedentemente come Lago Njarasa o Lago Hohenlohe, è un lago salato endoreico superficiale ubicato sul fondo della Rift Valley a poca distanza dal Parco Nazionale del Serengeti e dell’Area di Conservazione di Ngorongoro. Con la sua forma longilinea porta il proprio interesse, oltre alla notevole bio-diversità faunistica, anche alla presenza di due tribù, i Datoga e gli Hadzabe.
I Datoga sono pastori di origine nilotica, simili ai Maasai anche nell’abbigliamento caratterizzato da ampi mantelli di lana rossi. Si pensa che siano originari del Sud Sudan e siano migrati in quest’area circa 3000 anni fa.
Vivono in spartane capanne di rami intrecciati ricoperti di fango, paglia e sterco, dove amano adornarsi di monili di rame e perline colorate.
Gli Hadzabe o Hadza (poco più di un migliaio di individui) che dal punto di vista somatico assomigliano ai boscimani dell’Africa Australe.
Infatti i capelli hanno la caratteristica a grano di pepe, mostrano un’accentuata pelle rugosa e un colorito olivastro. Anche il modo di comunicare è simile, fatto di schiocchi, click e fischi (probabilmente il primo linguaggio adottato dall’uomo e particolarmente indicato durante la caccia, per far sì che gli animali non si insospettiscano della presenza umana).
Vivono in piccoli gruppi, spostandosi alla ricerca di radici, tuberi e altri frutti spontanei della terra; praticano la caccia ancora con arco e frecce. Il loro stile di vita è identico a quello di migliaia di anni fa.
Assieme ai Boscimani del Deserto del Kalahari questo popolo è sicuramente l’etnia più antica del continente africano e una teoria affascinante, anche se non dimostrata, dice che siano i diretti discendenti dell’Australopitechus Boisei.
Attualmente la sopravvivenza di questa tribù è in serio rischio a causa di una sottrazione di parte del territorio destinato a safari di caccia.

Il maestoso SERENGETI e i big five

Dopo la prima colazione partenza in direzione del tempio del safari per eccellenza; il Parco Nazionale del Serengeti. Il nome Serengeti, nella lingua delle popolazioni masai locali, significa “selvaggia pianura sconfinata”.
E’ infatti vastissimo (circa 15.000 kmq) e la natura qui è davvero sovrana, abitato da una quantità enorme di animali selvaggi, gnu, gazzelle, zebre, impala, bufali, giraffe, elefanti, rinoceronti e numerosi predatori tra cui leoni ghepardi; sono presenti tutti e cinque i cosiddetti “big five”.
All’arrivo al cancello, disbrigo delle formalità e proseguimento per un adrenalinico safari all’insegna della fauna selvatica. Il pranzo sarà al sacco. Nel tardo pomeriggio rientro al lodge con cena e pernottamento.
Il giorno seguente sveglia di buon mattino e partenza in direzione Serengeti centrale. Trascorreremo parte della giornata visitando la parte centrale del Parco e la valle del fiume Seronera, un’area ricca di fauna selvatica tutto l’anno e un luogo perfetto per vedere i grandi felini.
Pranzo al sacco con rientro nel pomeriggio al Cena e pernottamento.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

Struttura: Katikati Camp
Tipologia: campo tendato
Formula: FB

4°-5° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale del Serengeti è senza dubbio il santuario della fauna selvatica più famoso al Mondo, senza eguali per la sua bellezza naturale e il suo valore scientifico.
Detiene il maggior numero di fauna selvatica di tutto il mondo faunistico, ospitando per lo più il fenomeno di animali selvatici allo stato brado unico al mondo: la grande migrazione: oltre un milione di gnu striati circa 200.000 zebre e altri erbivori si muovono a Sud dalle colline settentrionali verso le pianure meridionali per le brevi piogge tra Ottobre e Novembre, per poi spostarsi a Ovest ed a Nord dopo le lunghe piogge tra Aprile e Giugno.
L’antico istinto di muoversi è così forte che nessun fiume infestato dai coccodrilli, pianura colma di carnivori, zona arida, gola o dirupo può trattenerli. La quantità di fauna selvatica è enorme e la popolazione residente di leoni, ghepardi, elefanti, giraffe e uccelli è impressionante, ne vengono menzionati alcuni; 2.000.000 gnu, 1.000.000 gazzelle, 300.000 zebre, 100.000 impala, 80.000 bufali, 10.000 giraffe, 7.000 elefanti, 100 rinoceronti e numerosi predatori tra cui 3.000 leoni e 500 ghepardi; sono presenti tutti e cinque i cosiddetti “big five”: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo.
Prima dell’arrivo degli Europei, la pianura del Serengeti era abitata principalmente dai Masai, allevatori e semi-nomadi. Negli ultimi anni dell’amministrazione coloniale tedesca, la regione divenne un’area protetta, e un primo nucleo dell’odierno Serengeti, di 2286 km², fu dichiarato riserva di caccia nel 1929. L’amministrazione inglese, subentrata con la nascita dello Stato del Tanganika, istituì il parco nazionale nel 1951, affidandone la gestione al naturalista Bernhard Grzimek, divenuto celebre come uno dei precursori dell’approccio moderno alla conservazione dell’ambiente.
Il Parco si divide in zone virtuali ma ben distanti tra loro; la popolare parte Centro-Meridionale (Valle di Seronera) è ciò che i Masai chiamano il “serengit”, ovvero sconfinata pianura selvaggia, la classica savana punteggiata di acacie, ricca di fauna selvatica, dove il corridoio occidentale è segnato dal fiume Grumeti ricco di foreste. Il Nord, dove la zona di Lobo incontra la Riserva Faunistica di Masai Mara in Kenya, essendo in tal caso la sezione meno visitata.
Due siti del Patrimonio Mondiale e due Riserve della Biosfera sono stati istituiti nella regione di 30.000 km2, essendo un ecosistema unico dove ispirò scrittori come; Ernest Hemingway, Peter Mattheissen, i registi Hugo von Lawick e Alan Root, non ché un gran numero di fotografi e scienziati, molti dei quali hanno messo a disposizione i loro lavori per creare questo sito. L’ecosistema del Serengeti è uno dei più antichi del mondo, le caratteristiche essenziali del clima, della vegetazione e della fauna sono cambiate molto poco negli ultimi milioni di anni.
Lo stesso uomo primitivo fece la sua apparizione nella gola di Olduvai circa 2 milioni di anni fa, qui alcuni stili di vita, morte, adattamento e migrazione sono vecchi quanto le colline stesse.

Dal SERENGETI alla Caldera di NGORONGORO

Giornata dedicata alla scoperta della Caldera estinta più grande al Mondo patrimonio dell’UNESCO; lo Ngorongoro facendo un game drive mentre ci si accinge all’uscita del Serengeti.
Arrivati nell’Area di Conservazione di Ngorongoro continuazione del game drive (safari) in direzione del lodge situato sul bordo del cratere principale di Ngorongoro, godendo così di una vista spettacolare sul fondo del cratere. Nel tardo pomeriggio rientro al lodge per la cena e il pernottamento.
Sveglia di buon mattino e partenza in direzione del Cratere di Ngorongoro dove si trascorrerà gran parte della mattinata esplorando la suggestiva “Caldera”, un sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, la quale ospita circa 75.000 animali, tra cui anche i famosi Big Five; Leone, Leopardo, Elefante, Bufalo e Rinoceronte, tra cui quest’ ultimo il rarissimo nero, (specie in via d’estinzione per l’assiduo bracconaggio degli anni passati). Innumerevoli altre specie di fauna selvatica africana non si farà desiderare, mancheranno solo le giraffe perché non è un habitat adatto a loro.
Tempo per il pranzo al sacco nella piazzola dedicata di Ngoitokitok Springs, osservando gli ippopotami sguazzare in una delle più grandi piscine naturali dedicate a loro. Più tardi nel pomeriggio andremo ad Arusha per cena e pernottamento.

Struttura: Pamoja Olea Farm
Tipologia: fattoria
Formula: FB

6°-7° giorno

SDT racconta:

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Una delle meraviglie del mondo, non solo per gli aspetti geologici e per l’enorme densità di animali che vivono permanentemente nel cratere, ma anche per la straordinaria pacifica convivenza tra il popolo Maasai e gli animali.
Nominata la Caldera più grande al Mondo, posizionata nell’Area di Conservazione di Ngorongoro è un posto unico al Mondo, con una larghezza di circa 16 km, e una profondità di circa 600 metri il cratere estinto ha una superficie complessiva di circa 300 km quadrati.
Il cratere di Ngorongoro è uno dei siti più famosi dell’Africa e si dice che abbia la maggior densità di fauna selvatica del continente, avendo come primato anche quella di essere la più grande caldera vulcanica intatta del mondo ospitando circa 30.000 animali.
Viene descritto come l’ottava meraviglia al Mondo, raggiungendo una fama sempre maggiore nel corso degli anni attirando così un numero sempre maggiore di visitatori. Nessun’altro luogo permette di vedere una moltitudine di animali in un ambiente così eccentrico.
Il bordo del Cratere è alto oltre 2.200 metri ed è spesso avvolto da nuvole trasformando uno dei pochi luoghi in Tanzania dove il clima si abbassa notevolmente durante le ore notturne. Sul fondo del cratere è possibile trovare pascoli, paludi, foreste e il lago Makat (termine che i Maasai usano per dire per “sale”), un lago alcalino in cui affluisce fiume Munge.
Questo caleidoscopio di ambienti attira la fauna selvatica ad abbeverarsi, nuotare, pascolare, nascondersi o migrare da un lato all’altro del fondale. Sebbene gli animali siano liberi di uscire dal cratere, il ricco suolo vulcanico ha dato vita a foreste lussureggianti, laghi e pascoli, rendendolo un ambiente ospitale per le prede ed i predatori, solo le giraffe mancano all’appello essendo incapaci, una volta entrate di riuscire dalla caldera.
L’Area di Conservazione, viene amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area Authority, che è un organismo indipendente dal sistema dei Parchi Nazionali della Tanzania e amministra l’area in modo diverso; per esempio, all’interno dell’NCA la popolazione dei Masai può vivere e spostarsi liberamente (cosa che non avviene in nessun altro parco della Tanzania).
Oltre al cratere dello Ngorongoro, la Riserva omonima include due altri crateri di dimensioni minori, Olmoti ed Empakaai, nonché l’importantissimo sito archeologico delle gole di Olduvai, conosciute come “culla dell’umanità”. Qui vennero rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 1.75 milioni di anni fa e svariati fossili di animali risalenti all’età della pietra.

Rientro in Italia o direzione verso un’altra destinazione

Dopo la prima colazione, in attesa del vostro volo potrete fare alcune escursioni. Poi trasferimento in aeroporto per proseguire verso la vostra destinazione.

*Un coffee tour per visitare le piantagioni di caffè
*Una passeggiata a cavallo
*Possibilità (su richiesta) di proseguimento del tour oppure estensione mare

8° giorno