LAGHI E PARCHI IN SAFARI

Questo tour è studiato per avventurarsi in safari tra le bellezze di Laghi e Parchi Nazionali tra i più importanti della Tanzania. Visiteremo il Parco Nazionale di Tarangire con l’incontro degli elefanti , il Lago Manyara con i suoi innumerevoli fenicotteri. Il Lago Eyasi e le tribù viventi ancora allo stato primitivo, il famoso Parco Nazionale del Serengeti alla ricerca dei big five e per concludere la Caldera di Ngorongoro Patrimonio dell’ UNESCO.

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8 giorni – 7 notti

1 Parco Nazionale del Tarengire

2 Lago Manyara

3 Lago Eyasi

4 Serengeti

5 Cratere del Ngorongoro

Safari nel Parco Nazionale di Terengire

All’arrivo in Tanzania incontro con il nostro personale, e partenza per il Parco Nazionale di Tarangire con un successivo emozionante game drive all’interno alla ricerca della fauna selvatica. Il Parco è una grande Riserva ricca di fauna selvatica con una vasta popolazione di elefanti . Ha un gran numero di uccelli dove poter sbizzarrirsi per il bird-watching, antilopi, leoni, leopardi, giraffe, bufali e pitoni che si arrampicano sugli alberi, normalmente avvistabili anche attorno alla palude adiacente. La caratteristica più importante di questo Parco è il fiume Tarangire, qui gli animali possono essere osservati mentre sguazzano o si abbeverano nel fiume durante il giorno. Un gran numero di baobab sono presenti nel Parco, prosperando anche lungo le rive del fiume Tarangire. Nel tardo pomeriggio cena e pernottamento.

1° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale Tarangire è un’area naturale protetta della Tanzania settentrionale, situato al centro del ramo orientale della Rift Valley e sfoggia panorami dalla bellezza selvaggia. E’ attraversato dall’omonimo fiume, a cui si deve la presenza di un gran numero di animali, primi fra tutti i grandi branchi di elefanti. Anche se meno massiccia rispetto al Serengeti, anche qui ha luogo la migrazione di zebre e gnu durante la stagione secca, quando la portata d’acqua del fiume si riduce notevolmente. Questo è il periodo in cui gli animali si concentrano vicino alle poche pozze d’acqua rimaste per abbeverarsi. Una delle specie arboree più caratteristiche è l’acacia ad ombrello. È il parco tanzaniano con la maggior concentrazione di baobab.

I fenicotteri rosa del Lago MANYARA

Sveglia di buon mattino e partenza in direzione del Parco Nazionale del Lago Manyara. Nonostante le dimensioni ridotte del Parco, la vegetazione  varia dalla savana alle paludi ai boschi di acacia, consentendogli di avere una notevole varietà flora e fauna . Oltre ad un ambiente suggestivo e tranquillo, il Lago Manyara gode di una folta avifauna, dai temerari leoni che si arrampicano sugli alberi e buffi ippopotami sbuffanti nelle acque stagnanti. Sul lato Est del Lago il tasso alcalino in particolare modo   accentuato, facendone così un’angolo di paradiso per migliaia di uccelli, specie i fenicotteri che cibandosi di batteri inseriti e alghe di color rosa accentuato prendono il suo colore. Arrivo al lodge nel tardo pomeriggio con cena e pernottamento.

2° giorno

SDT racconta:

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Ai margini della Rift Valley si trova il Lago Manyara da dove prende il nome il suo Parco Nazionale, offrendo vari ecosistemi e panorami mozzafiato. Dopo essere stato designato come riserva di caccia nel 1943, è diventato Parco Nazionale nel 1968. Le sue foreste, pianure arbustive, scogliere disseminate di baobab e sorgenti calde striate di alghe offrono un’incredibile varietà ecologica in una piccola area ricca di fauna selvatica. L’acqua alcalina, ricca di sodio, del lago Manyara ospita un’incredibile varietà di avifauna che prospera sulle sue acque salmastre, fenicotteri rosa, cicogne e aironi sono tra le specie più grandi. I famosi leoni che si arrampicano sugli alberi ne fanno del Parco una grande attrazione. Oltre ai leoni, il parco Nazionale ospita anche la più grande concentrazione di babbuini in tutto il mondo, quindi è possibile avvistare famiglie numerose di questi primati. Nella parte meridionale del Parco ci sono un gran numero di acacie. Il Parco è stato nominato dall’UNESCO Riserva della biosfera nel 2018.

Incontro con le tribù primitive del Lago EYASI

Il Lago Eyasi noto precedentemente  come Lago Njarasa o Lago Hohenlohe, è un lago salato endoreico superficiale ubicato sul fondo della Rift Valley a poca distanza dal Parco Nazionale del Serengeti e dell’Area di Conservazione di Ngorongoro. Con la sua  forma longilinea porta il proprio interesse, oltre alla notevole bio-diversità faunistica, anche alla presenza di due tribù, i Datoga e gli Hadzabe. I Datoga sono pastori di origine nilotica, simili ai Maasai anche nell’abbigliamento caratterizzato da ampi mantelli di lana rossi. Si pensa che siano originari del Sud Sudan e siano migrati in quest’area circa 3000 anni fa. Vivono in spartane capanne di rami intrecciati ricoperti di fango, paglia e sterco, dove amano adornarsi di monili di rame e perline colorate. Gli Hadzabe o Hadza (poco più di un migliaio di individui) che dal punto di vista somatico assomigliano ai boscimani dell’Africa Australe. Infatti i capelli hanno la caratteristica a grano di pepe, mostrano un’accentuata pelle rugosa e un colorito olivastro. Anche il modo di comunicare è simile, fatto di schiocchi, click e fischi (probabilmente il primo linguaggio adottato dall’uomo e particolarmente indicato durante la caccia, per far sì che gli animali non si insospettiscano della presenza umana). Vivono in piccoli gruppi, spostandosi alla ricerca di radici, tuberi e altri frutti spontanei della terra; praticano la caccia ancora con arco e frecce. Il loro stile di vita  è identico a quello di migliaia di anni fa. Assieme ai Boscimani del Deserto del Kalahari questo popolo è sicuramente l’etnia più antica del continente africano e una teoria affascinante, anche se non dimostrata, dice che siano i diretti discendenti dell’Australopitechus Boisei. Attualmente la sopravvivenza di questa tribù è in serio rischio a causa di una sottrazione di parte del territorio destinato a safari di caccia.

3° giorno

SDT racconta:

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Il Lago Eyasi noto precedentemente  come Lago Njarasa o Lago Hohenlohe, è un lago salato endoreico superficiale ubicato sul fondo della Rift Valley a poca distanza dal Parco Nazionale del Serengeti e dell’Area di Conservazione di Ngorongoro. Con la sua  forma longilinea porta il proprio interesse, oltre alla notevole bio-diversità faunistica, anche alla presenza di due tribù, i Datoga e gli Hadzabe. I Datoga sono pastori di origine nilotica, simili ai Maasai anche nell’abbigliamento caratterizzato da ampi mantelli di lana rossi. Si pensa che siano orginari del Sud Sudan e siano migrati in quest’area circa 3000 anni fa. Vivono in spartane capanne di rami intrecciati ricoperti di fango, paglia e sterco, dove amano adornarsi di monili di rame e perline colorate. Gli Hadzabe o Hadza (poco più di un migliaio di individui) che dal punto di vista somatico assomigliano ai boscimani dell’Africa Australe. Infatti i capelli hanno la caratteristica a grano di pepe, mostrano un’accentuata pelle rugosa e un colorito olivastro. Anche il modo di comunicare è simile, fatto di schiocchi, click e fischi (probabilmente il primo linguaggio adottato dall’uomo e particolarmente indicato durante la caccia, per far sì che gli animali non si insospettiscano della presenza umana). Vivono in piccoli gruppi, spostandosi alla ricerca di radici, tuberi e altri frutti spontanei della terra; praticano la caccia ancora con arco e frecce. Il loro stile di vita  stile è identico a quello di migliaia di anni fa. Assieme ai Boscimani del Deserto del Kalahari questo popolo è sicuramente l’etnia più antica del continente africano e una teoria affascinante, anche se non dimostrata, dice che siano i diretti discendenti dell’Australopitechus Boisei. Attualmente la sopravvivenza di questa tribù è in serio rischio a causa di una sottrazione di parte del territorio destinato a safari di caccia.

Il maestoso SERENGETI e i big five

Il Parco si sviluppa attorno all’omonimo lago, alla base della scarpata alta 600 metri della Rift Valley. Un paesaggio definito da Ernest Hemingway come: “il più bello che ho visto in Africa”. Dall’ingresso principale la strada attraversa una foresta lussureggiante dove famiglie di babbuini curiosi soggiornano disinteressati ai lati della carreggiata, cercopitechi scorrazzano agilmente tra gli antichi alberi di mogano e “bushbuck” camminano attentamente nell’ombra. In netto contrasto con il fitto della foresta, l’erbosa piana alluvionale che degrada dolcemente verso le sponde del lago è frequentata da grossi esemplari di bufali, gnu e branchi di zebre. Verso l’interno si trova una lunga striscia di foresta di acacia, habitat preferito dai leggendari leoni arboricoli e di imponenti elefanti. Il Parco è un’iniziazione perfetta alla fauna aviaria della Tanzania: sono state registrate più di 400 specie e anche il visitatore meno esperto può vederne un centinaio in una sola giornata. Tra gli altri uccelli, si devono segnalare le migliaia di fenicotteri rosa che formano una macchia colorata in contrasto con le acque blu del lago senza dimenticare pellicani, cormorani e cicogne. Proseguiremo alla scoperta di uno dei villaggi del fiero popolo dei guerrieri Masai. Chiamati anche Maasai, sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento. I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di alcuni popoli nilotici. Oggi sono divisi in dodici clan anche se esistono clan minori, spesso citati come sotto-clan.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

4° giorno

SDT racconta:

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Il Parco si sviluppa attorno all’omonimo lago, alla base della scarpata alta 600 metri della Rift Valley. Un paesaggio definito da Ernest Hemingway come: “il più bello che ho visto in Africa”. Dall’ingresso principale la strada attraversa una foresta lussureggiante dove famiglie di babbuini curiosi soggiornano disinteressati ai lati della carreggiata, cercopitechi scorrazzano agilmente tra gli antichi alberi di mogano e “bushbuck” camminano attentamente nell’ombra. In netto contrasto con il fitto della foresta, l’erbosa piana alluvionale che degrada dolcemente verso le sponde del lago è frequentata da grossi esemplari di bufali, gnu e branchi di zebre. Verso l’interno si trova una lunga striscia di foresta di acacia, habitat preferito dai leggendari leoni arboricoli e di imponenti elefanti. Il Parco è un’iniziazione perfetta alla fauna aviaria della Tanzania: sono state registrate più di 400 specie e anche il visitatore meno esperto può vederne un centinaio in una sola giornata. Tra gli altri uccelli, si devono segnalare le migliaia di fenicotteri rosa che formano una macchia colorata in contrasto con le acque blu del lago senza dimenticare pellicani, cormorani e cicogne. Proseguiremo alla scoperta di uno dei villaggi del fiero popolo dei guerrieri Maasai. Chiamati anche Maasai, sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento. I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di alcuni popoli nilotici. Oggi sono divisi in dodici clan anche se esistono clan minori, spesso citati come sotto-clan.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

Safari nel Parco Nazionale del SERENGETI

Sveglia di buon mattino e partenza in direzione Serengeti centrale. Trascorreremo parte della giornata visitando il Serengeti centrale e la valle del fiume Seronera, un’area ricca di fauna selvatica tutto l’anno e un luogo perfetto per vedere i grandi felini. Cena e pernottamento.

5° giorno

Dal SERENGETI all’Area di Conservazione NGORONGORO

Oggi si trascorrerà la mattinata facendo un game drive (safari) mentre usciremo dal Parco Nazionale del Serengeti. Entreremo nell’area di conservazione di Ngorongoro dove continueremo il game drive (safari) e ci dirigeremo verso il lodge notturno situato sul bordo del cratere principale di Ngorongoro con una vista spettacolare sul fondo del cratere. Nel tardo pomeriggio rientro per la cena e il pernottamento.

6° giorno

La Caldera di NGORONGORO

Sveglia di buon mattino e partenza in direzione del Cratere di Ngorongoro dove trascorremo gran parte della mattinata esplorando la suggestiva “Caldera”, un Sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, la quale ospita circa 75.000 animali, tra cui anche i famosi Big Five; Leone, Leopardo, Elefante, Bufalo e Rinoceronte, tra cui il nero,( specie in via d’estinzione per l’assiduo bracconaggio degli anni passati). Innumerevoli altre specie di fauna selvatica africana non si farà desiderare, mancheranno solo le giraffe perché non è un habitat adatto a loro. Tempo per il pranzo al sacco nella piazzola dedicata di Ngoitokitok Springs osservando gli ippopotami sguazzare in una delle più grandi piscine naturali dedicate a loro. Più tardi nel pomeriggio andremo ad Arusha per cena e pernottamento.

7° giorno

SDT racconta:

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Una delle meraviglie del mondo, non solo per gli aspetti geologici e per l’enorme densità di animali che vivono permanentemente nel cratere, ma anche per la straordinaria pacifica convivenza tra il popolo Maasai e gli animali. l cratere di Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare, misura oltre 16 chilometri di diametro e occupa in totale un’area di circa 265 chilometri quadrati. Patrimonio dell’Umanità dal 1981, è stato anche proclamato recentemente una delle sette meraviglie naturali della Terra. Il nome del Parco, nella lingua delle popolazioni masai, significa “pianura sconfinata”. La sua ampiezza detiene un lembo di terra molto grande (circa 15.000 kmq) e la natura ne fa da padrona. Abitato da una quantità enorme di animali selvaggi; si parla di 2.000.000 di gnu, 1.000.000 di gazzelle, 300.000 zebre, 100.000 impala, 80.000 bufali, 10.000 giraffe, 7.000 elefanti, 100 rinoceronti e numerosi predatori tra cui 3.000 leoni e 500 ghepardi; non mancano certo i “big five”: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo ovvero i 5 d’Africa. In questo santuario della natura si svolge, in due periodi dell’anno, la “grande migrazione”, quando alcuni milioni di animali si spostano da Sud a Nord e successivamente ritornano a sud alla ricerca di pascoli verdi in seguito all’alternarsi delle piogge (le “grandi piogge” da Aprile a Giugno e le “piccole piogge” da Ottobre a Novembre). La parte meridionale del Parco è costituita da vaste praterie aride, interrotte da colline di granito note come kopjes. Procedendo verso Nord il paesaggio cambia: le maggiori precipitazioni favoriscono la crescita di foreste a galleria e la formazione di zone di savana alberata, caratterizzata da boschetti di acacia e di boscaglia spinosa. Quello che rimane impresso, oltre alla bellezza degli animali selvatici, è il senso di libertà che viene dai grandi spazi aperti caratteristici delle pianure del Serengeti che si estendono tra gialle savane bruciate dal sole fino all’infinito orizzonte. Il Parco è molto frequentato dai visitatori, ma resta un posto così vasto che potreste essere gli unici spettatori di un branco di leoni alla ricerca del loro prossimo pasto Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

Rientro in Italia o presso altra destinazione

Dopo la prima colazione, in attesa del vostro volo potrete fare alcune escursioni. Poi trasferimento in aeroporto per proseguire verso la vostra destinazione

*Un coffee tour per visitare le piantagioni di caffè
*Una passeggiata a cavallo

*Possibilità (su richiesta) di proseguimento del tour oppure estensione mare

8° giorno