SAFARI E MARE

Nel nord della Tanzania sono localizzati alcuni Parchi africani con la maggior concentrazione al mondo di fauna selvatica. Serengeti, Ngorongoro, Manyara, nomi che tutti noi abbiamo sentito nei documentari televisivi e sicuramente hanno suscitato la voglia di vivere “in diretta” gli incontri con questa fauna africana. In Africa si dice che chi riesce a vedere i Big Five; leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo, in un unico viaggio, è fortunato. In Tanzania questa chance è molto alta, anche con un safari breve come quello che vi proponiamo. Si potranno ammirare anche tantissime altre specie differenti: antilopi, agili gazzelle, eleganti giraffe, timidi ghepardi, simpatici facoceri. La natura africana non è solo l’incontro con gli animali ma anche grandiosi paesaggi che si possono vedere solo in questo continente. Le sterminate savane erbose del Parco Serengeti, la selvaggia maestosità del cratere di Ngorongoro, l’oasi naturalistica che è il Parco del lago Manyara. Si utilizzano vetture fuoristrada da safari, con comodi posti ognuno con finestrino e tetto apribile. I viaggi sono condotti da esperti autisti-guide tanzaniani parlanti italiano e si pernotta in ottimi lodge.

safarimare map

11 giorni

1 Arusha

2 Parco Nazionale Lake Manyara

3 Area di Conservazione di Ngorongoro

4 Cratere di Ngorongoro

5 Arcipelago di Zanzibar

Arrivo su ARUSHA, la depressione della RIFT VALLEY, il Lago MANYARA e i fenicotteri rosa

Arrivo all’aeroporto internazionale di Kilimanjaro nel primo pomeriggio, dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali, incontreremo il personale addetto per il trasferimento via terra in direzione del campo tendato attraverso piantagioni di banano/caffè nei territori Maasai caratterizzati da piccoli villaggi. Arrivati nella cittadina di Makuyuni, proseguiremo in direzione Nord-Ovest per il nostro lodge posizionato ai bordi della Grande Rift Valley con una vista mozzafiato sul meraviglioso Lago Manyara. Arrivo per il tramonto e tempo a disposizione per il relax. Cena e pernottamento al Lodge.

1° giorno

SDT racconta:

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Il sistema di Rift Valley africane rappresenta un ambiente unico per comprendere l’origine e l’evoluzione dell’uomo per importanti scoperte paleoantropologiche in: Etiopia, Kenya, Tanzania, Uganda e Zaire (Congo). La Rift Valley è infatti considerata la culla dell’umanità, ossia il luogo in cui si è evoluta e diversificata la nostra specie negli ultimi milioni di anni. L’associazione tra ritrovamenti paleoantropologici e Rift Valley africane non è casuale dal momento che, l’attività vulcanica e tettonica responsabile della formazione di queste depressioni tettoniche e la contemporanea sedimentazione hanno creato condizioni ideali per la proliferazione della vita. In parallelo, colate di lava, sedimenti vulcanoclastici e ceneri vulcaniche hanno coperto rapidamente resti animali e vegetali permettendo così la preservazione di fossili. Nella Rift Valley etiope, ed in particolare nella depressione dell’Afar, sono associati moltissimi ritrovamenti di fossili di ominidi che fanno pensare che quest’ area abbia rappresentato una zona cruciale per il processo di ominazione negli ultimi milioni di anni. Alcune località rivestono un’importanza unica nelle ricerche antropologiche: basti pensare, ad esempio, alla media valle dell’Awash i cui resti fossili testimoniano l’intera storia evolutiva degli ominidi, da 6 milioni di anni ad oggi.

Il PARCO NAZIONALE SERENGETI e l’immensa savana

Dopo la prima colazione, trasferimento in direzione Nord-Ovest verso il Parco Nazionale Serengeti attraverso splendidi paesaggi collinari pieni di coltivazioni di grano e thè, dove troviamo le sue vaste pianure. Proseguimento in direzione Nord-Ovest, solcando la splendida campagna collinare e le sue coltivazioni dell’area di Ngorongoro, arrivando in fine nelle vaste pianure di Serengeti. L’incontro con la fauna selvatica inizia subito dopo aver oltrepassato il cancello d’ingresso. Pranzo in un lodge e game drive pomeridiano. La giornata successiva sarà dedicata interamente ai game drive all’interno del parco. Cene e pernottamenti al lodge.

2°-3° giorno

SDT racconta:

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Il Parco si sviluppa attorno all’omonimo lago, alla base della scarpata alta 600 metri della Rift Valley. Un paesaggio definito da Ernest Hemingway come: “il più bello che ho visto in Africa”. Dall’ingresso principale la strada attraversa una foresta lussureggiante dove famiglie di babbuini curiosi soggiornano disinteressati ai lati della carreggiata, cercopitechi scorrazzano agilmente tra gli antichi alberi di mogano e “bushbuck” camminano attentamente nell’ombra. In netto contrasto con il fitto della foresta, l’erbosa piana alluvionale che degrada dolcemente verso le sponde del lago è frequentata da grossi esemplari di bufali, gnu e branchi di zebre. Verso l’interno si trova una lunga striscia di foresta di acacia, habitat preferito dai leggendari leoni arboricoli e di imponenti elefanti. Il Parco è un’iniziazione perfetta alla fauna aviaria della Tanzania: sono state registrate più di 400 specie e anche il visitatore meno esperto può vederne un centinaio in una sola giornata. Tra gli altri uccelli, si devono segnalare le migliaia di fenicotteri rosa che formano una macchia colorata in contrasto con le acque blu del lago senza dimenticare pellicani, cormorani e cicogne. Proseguiremo alla scoperta di uno dei villaggi del fiero popolo dei guerrieri Maasai. Chiamati anche Maasai, sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento. I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di alcuni popoli nilotici. Oggi sono divisi in dodici clan anche se esistono clan minori, spesso citati come sotto-clan.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

 

La caldera dello NGORONGORO

Sveglia di buon mattino con thè/caffè e partenza all’alba per un ultimo game drive all’interno del Parco Serengeti e successivo trasferimento in direzione Sud attraverso splendidi paesaggi collinari pieni di coltivazioni di grano e thè, fino ad arrivare nell’ Area di Conservazione di Ngorongoro: da qui si trovano le vaste pianure del Parco. Proseguimento fino al lodge, con buona probabilità di avvistare da subito gli animali lungo il tragitto. All’arrivo, tempo a disposizione per il riposo e successiva cena. game drive a bordo di veicoli 4×4 condiviso per l’avvistamento della fauna selvatica. Pranzo al lodge e nel pomeriggio partenza per il secondo game drive. Pernottamenti e cene al lodge.

4° giorno

SDT racconta:

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Una delle meraviglie del mondo, non solo per gli aspetti geologici e per l’enorme densità di animali che vivono permanentemente nel cratere, ma anche per la straordinaria pacifica convivenza tra il popolo Maasai e gli animali. l cratere di Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare, misura oltre 16 chilometri di diametro e occupa in totale un’area di circa 265 Km². Patrimonio dell’Umanità dal 1981, è stato anche proclamato recentemente una delle sette meraviglie naturali della Terra. Il nome del Parco, nella lingua delle popolazioni masai, significa “pianura sconfinata”. La sua ampiezza detiene un lembo di terra molto grande (circa 15.000 km²) e la natura ne fa da padrona. Abitato da una quantità enorme di animali selvaggi; si parla di 2.000.000 di gnu, 1.000.000 di gazzelle, 300.000 zebre, 100.000 impala, 80.000 bufali, 10.000 giraffe, 7.000 elefanti, 100 rinoceronti e numerosi predatori tra cui 3.000 leoni e 500 ghepardi; non mancano certo i “big five”: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo ovvero i” big five” d’Africa. In questo santuario della natura si svolge in due periodi dell’anno la “grande migrazione”, quando alcuni milioni di animali si spostano da Sud a Nord e successivamente ritornano a sud alla ricerca di pascoli verdi in seguito all’alternarsi delle piogge (le “grandi piogge” da Aprile a Giugno e le “piccole piogge” da Ottobre a Novembre). La parte meridionale del Parco è costituita da vaste praterie aride, interrotte da colline di granito note come kopjes. Procedendo verso Nord il paesaggio cambia: le maggiori precipitazioni favoriscono la crescita di foreste a galleria e la formazione di zone di savana alberata, caratterizzata da boschetti di acacia e di boscaglia spinosa. Quello che rimane impresso, oltre alla bellezza degli animali selvatici, è il senso di libertà che viene dai grandi spazi aperti caratteristici delle pianure del Serengeti che si estendono tra gialle savane bruciate, dal sole fino all’infinito orizzonte. Il Parco è molto frequentato dai visitatori, ma resta un posto così vasto che potreste essere gli unici spettatori di un branco di leoni alla ricerca del loro prossimo pasto. Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame.

ZANZIBAR tra Africa e Oriente

Sveglia di buon mattino avventurandosi per un’ultimo emozionante game drive all’interno dell’Area di Conservazione di Ngoro Ngoro con pranzo a pic nic. Successivamente partenza in direzione dell’aeroporto di Arusha in tempo utile per il vostro volo domestico diretto su Unguja nell’arcipelago di Zanzibar, pranzo lungo il trasferimento o a bordo. All’arrivo trasferimento all’hotel e giornate libere per il relax. Pasti e pernottamento in Hotel

5°-10° giorno

SDT racconta:

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In tutto l’arcipelago si trova un mare cristallino o turchese, atolli, reef dai pesci variopinti,  sabbie bianche come talco, lo si può benissimo chiamare “paradiso dei mari del Sud”. Zanzibar è un vero concentrato di tali bellezze, tutte da scoprire. Da non perdere la visita di Stone Town, la parte vecchia della capitale di Zanzibar. La sua architettura, in gran parte del XIX secolo, riflette la molteplicità di influenze che definiscono la cultura swahili in generale: vi si ritrovano infatti elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei. Per la sua importanza storica e la sua architettura, la città è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Rientro in ITALIA o altra destinazione

Dopo la prima colazione, giornata libera per il relax, successivo trasferimento all’aeroporto di Zanzibar in tempo utile per il vostro volo notturno di rientro in Italia o altra destinazione.

11° giorno