SAFARI TRA I PARCHI DEL NORD  E ZANZIBAR

Nel nord della Tanzania sono localizzati alcuni dei Parchi africani con la maggior concentrazione al mondo di fauna selvatica. Serengeti, Ngorongoro, Manyara e Mkomazi, nomi che tutti noi abbiamo sentito nei documentari televisivi e che sicuramente hanno suscitato la voglia di vivere “in diretta” gli incontri con questa fauna africana. In Africa si dice che chi riesce a vedere i Big Five; leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo, in un unico viaggio, è fortunato. In Tanzania questa chance è molto alta, anche con un safari breve come quello che vi proponiamo. Si potranno ammirare anche tantissime altre specie differenti: antilopi, agili gazzelle, eleganti, giraffe, timidi ghepardi e simpatici facoceri. La natura africana non è solo l’incontro con gli animali ma anche grandiosi paesaggi che si possono vedere solo in questo continente. Le sterminate savane erbose del Parco Serengeti, la selvaggia maestosità del cratere di Ngorongoro, l’oasi naturalistica che è il Parco del lago Manyara, e il Parco nazionale di Mkomazi tra Tanzania e Kenya un tempo riserva di caccia. Concludiamo la nostra avventura con lo splendido Arcipelago di Zanzibar e la sua caratteristica capitale Stone Town.  Si utilizzano vetture fuoristrada da safari, con comodi posti ognuno con finestrino e il tetto apribile. I viaggi sono condotti da esperti autisti-guide tanzaniani parlanti italiano, si pernotta in ottimi lodge e resort.

tanzania map parchinordzanzibar

15 giorni

1 Lago Manyara

2 Parco Nazionale di Serengeti

3 Area di Conservazione di Ngorongoro

4 Parco Nazionale di Mkomazi

5 Arcipelago di Zanzibar (Unguja e Stone Town)

Arrivo su ARUSHA, la depressione della RIFT VALLEY, il Lago MANYARA e i fenicotteri rosa

Arrivo all’aeroporto internazionale di Kilimanjaro e dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali, incontro con il personale per il trasferimento via terra in direzione della famosa Rift Valley attraverso piantagioni di banano/caffè, e territori Maasai caratterizzati da piccoli villaggi. Arrivati nella cittadina di Makuyuni, proseguimento in direzione Nord-Ovest per il nostro lodge posizionato ai bordi della Grande Rift Valley con una vista mozzafiato sul meraviglioso Lago Manyara.
Arrivo per il tramonto e tempo a disposizione per il relax. Cena e pernottamento al lodge

1° giorno

SDT racconta:

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Il sistema di Rift Valley africane rappresenta un ambiente unico per comprendere l’origine e l’evoluzione dell’uomo; le importanti scoperte paleoantropologiche in Etiopia, Kenya, Tanzania, Uganda, Zaire (Congo). La Rift Valley è infatti considerata la culla dell’umanità, ossia il luogo in cui si è evoluta e diversificata la nostra specie negli ultimi milioni di anni. L’associazione tra ritrovamenti paleoantropologici e Rift Valley africane non è casuale, dal momento che l’attività vulcanica e tettonica responsabile della formazione di queste depressioni tettoniche e la contemporanea sedimentazione hanno creato condizioni ideali per la proliferazione della vita. In parallelo, colate di lava, sedimenti vulcano clastici e ceneri vulcaniche hanno coperto rapidamente i resti animali e vegetali permettendo così la preservazione dei fossili. Alla Rift Valley etiope, ed in particolare alla depressione dell’Afar, sono associati moltissimi ritrovamenti fossili di ominidi, e fanno pensare che questa area abbia rappresentato una zona cruciale per il processo di ominazione negli ultimi milioni di anni. Alcune località rivestono un’importanza unica nelle ricerche antropologiche: basti pensare, ad esempio, alla media valle dell’Awash i cui resti fossili testimoniano l’intera storia evolutiva degli ominidi, da 6 milioni di anni ad oggi.

Il PARCO NAZIONALE SERENGETI i big five e l’immensa savana

Sveglia all’alba per un entusiasmante game drive all’interno del Parco Nazionale del Lago Manyara con rientro al lodge in tempo per il pranzo. Nel pomeriggio trasferimento in direzione Nord-Ovest verso il Parco Nazionale Serengeti attraverso splendidi paesaggi collinari pieni di coltivazioni di grano e thè, dove troviamo le vaste pianure. Proseguimento fino al campo, con grande probabilità di avvistare da subito gli animali lungo il tragitto. Il giorno successivo viene dedicato interamente all’incontro con la fauna selvatica seguiti da esperti ranger in veicoli fuoristrada 4×4. Proseguiremo alla scoperta di uno dei villaggi del fiero popolo dei guerrieri Maasai Pranzo in un lodge, cene e pernottamenti al lodge.

2°-3° giorno

SDT racconta:

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Il Parco si sviluppa attorno all’omonimo lago, alla base della scarpata alta 600 metri della Rift Valley. Un paesaggio definito da Ernest Hemingway come: “il più bello che ho visto in Africa”. Dall’ingresso principale la strada attraversa una foresta lussureggiante dove famiglie di babbuini curiosi soggiornano disinteressati ai lati della carreggiata, cercopitechi scorrazzano agilmente tra gli antichi alberi di mogano e “bushbuck” camminano attentamente nell’ombra. In netto contrasto con il fitto della foresta, l’erbosa piana alluvionale che degrada dolcemente verso le sponde del lago è frequentata da grossi esemplari di bufali, gnu e branchi di zebre. Verso l’interno si trova una lunga striscia di foresta di acacia, habitat preferito dai leggendari leoni arboricoli e di imponenti elefanti. Il Parco è un’iniziazione perfetta alla fauna aviaria della Tanzania: sono state registrate più di 400 specie e anche il visitatore meno esperto può vederne un centinaio in una sola giornata. Tra gli altri uccelli, si devono segnalare le migliaia di fenicotteri rosa che formano una macchia colorata in contrasto con le acque blu del lago senza dimenticare pellicani, cormorani e cicogne..

Chiamati anche Maasai, sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall’allevamento all’agricoltura come fonte primaria di sostentamento. I masai parlano il “maa”, da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di alcuni popoli nilotici. Oggi sono divisi in dodici clan anche se esistono clan minori, spesso citati come sotto-clan.

*Consigliamo un suggestivo safari balloon all’alba (escursione in mongolfiera) per emozionarsi sorvolando il Parco Nazionale Serengeti e ammirarlo in tutta la sua maestosa grandezza.

 

La caldera dello NGORONGORO

Sveglia di buon mattino con thè/caffè e partenza all’alba per un ultimo game drive all’interno del Parco Serengeti poi successivo trasferimento in direzione Sud attraverso splendidi paesaggi collinari pieni di coltivazioni di grano e thè, fino ad arrivare nell’ Area di Conservazione di Ngorongoro: da qui si trovano le vaste pianure del Parco. Proseguimento fino al lodge con buona probabilità di avvistare da subito gli animali lungo il tragitto. All’arrivo, tempo a disposizione per il riposo e successiva cena. Game drive a bordo di veicoli 4×4 condiviso per l’avvistamento della fauna selvatica. Pranzo al lodge e nel pomeriggio partenza per il secondo game drive. Pernottamenti e cene al lodge.

4° giorno

SDT racconta:

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Una delle meraviglie del mondo, non solo per gli aspetti geologici e per l’enorme densità di animali che vivono permanentemente nel cratere, ma anche per la straordinaria pacifica convivenza tra il popolo Maasai e gli animali. Il cratere di Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare, misura oltre 16 chilometri di diametro e occupa in totale un’area di circa 265 chilometri quadrati. Patrimonio dell’Umanità dal 1981, è stato anche proclamato recentemente una delle sette meraviglie naturali della Terra. Il nome del Parco, nella lingua delle popolazioni masai, significa “pianura sconfinata”. La sua ampiezza detiene un lembo di terra molto grande (circa 15.000 kmq) e la natura ne fa da padrona. Abitato da una quantità enorme di animali selvaggi; si parla di 2.000.000 di gnu, 1.000.000 di gazzelle, 300.000 zebre, 100.000 impala, 80.000 bufali, 10.000 giraffe, 7.000 elefanti, 100 rinoceronti e numerosi predatori tra cui 3.000 leoni e 500 ghepardi; non mancano certo i “big five”: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo. In questo santuario della natura si svolge, in due periodi dell’anno, la “grande migrazione”, quando alcuni milioni di animali si spostano da Sud a Nord e successivamente ritornano a sud alla ricerca di pascoli verdi in seguito all’alternarsi delle piogge (le “grandi piogge” da Aprile a Giugno e le “piccole piogge” da Ottobre a Novembre). La parte meridionale del Parco è costituita da vaste praterie aride, interrotte da colline di granito note come kopjes. Procedendo verso Nord il paesaggio cambia: le maggiori precipitazioni favoriscono la crescita di foreste a galleria e la formazione di zone di savana alberata, caratterizzata da boschetti di acacia e di boscaglia spinosa. Quello che rimane impresso, oltre alla bellezza degli animali selvatici, è il senso di libertà che viene dai grandi spazi aperti caratteristici delle pianure del Serengeti che si estendono tra gialle savane bruciate dal sole fino all’infinito orizzonte. Il Parco è molto frequentato dai visitatori, ma resta un posto così vasto che potreste essere gli unici spettatori di un branco di leoni alla ricerca del loro prossimo pasto. Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarli con il loro bestiame.

Il Parco Nazionale di MKOMAZI

Sveglia all’alba per un ultimo game drive all’insegna della fauna selvatica con direzione città di Lushoto. La trasferta sarà abbastanza lunga ma appassionante, cambiando continuamente paesaggio. Arrivati nella cittadina proseguiamo per il Parco Nazionale di Mkumazi, un vero e proprio gioiello incastonato sul confine tra Tanzania e Kenya con check-in al lodge con cena e pernottamento. Il giorno seguente lo dedicheremo al safari all’interno del parco, con esperti ranger osservando gli elefanti che migrando da una parte all’altra del confine tra Tanzania e Kenya, andando alla ricerca dell’abbondante fauna selvatica.  Rientro al lodge per il pranzo, cene e pernottamenti al resort.

5°-6° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale di Mkomazi è un’area naturale protetta della Tanzania, istituita nel 2006, partendo da una preesistente Riserva Nazionale creata nel 1951. Il Parco Nazionale di Mkomazi era stato dichiarato Riserva di Caccia nel 1951 e poi Parco Nazionale nel 2000. Il suo nome deriva dalla lingua della popolazione, pare dove mwiko significa “cucchiaio di legno” e mazi invece “acqua”. Il significato complessivo trasmette l’idea della scarsità di acqua della zona, dove anche il fiume Umba, durante la stagione secca, rimane praticamente senz’acqua Si trova nel Nord-Est del paese, e occupa dei terreni nelle province di Kilimanjaro e Tanga. A Nord, è contiguo al Parco Nazionale dello Tsavo, in Kenya, costituendo un’area protetta unica per la tutela dei movimenti migratori degli elefanti, degli orici e delle zebre durante la stagione delle piogge: l’unione dei due parchi costituisce uno dei maggiori e più importanti ecosistemi protetti del pianeta. All’epoca della sua istituzione come riserva, nel 1951, l’area è molto più difficile da raggiungere rispetto alle aree vicine del Ngorongoro e di Serengeti, per cui non riceve sussidi e attenzioni paragonabili. Solo nel 1989 il governo tanzaniano rivaluta lo stato della riserva e la introduce nelle aree di prioritario interesse nazionale, riconoscendo l’importanza vitale del dito e la sua importanza

Le candide sabbie bianche dell’Arcipelago di ZANZIBAR

Dopo colazione la ripartenza con un altro volo nazionale ci porterà sulla splendida isola di Unguja chiamata anche Zanzibar ubicata nell’omonimo arcipelago. All’arrivo sull’isola, trasferimento al nostro resort ubicato direttamente sulla spiaggia per relax o tempo libero. I giorni successivi sono dedicati alle attività balneari o al relax. Cene e pernottamenti al resort.. Il giorno successivo ci imbarcheremo su uno splendido “dhow”, un’imbarcazione locale con un suggestivo Safari Blue, regalandoci momenti unici come la navigazione dell’Oceano Indiano in tutta la sua immensità, la degustazione di più di 15 tipi di frutta, l’incontro con i delfini (se possibile) e tante altre sorprese. Nel tardo pomeriggio rientro al resort con cena e pernottamento. il terzo giorno libero per le attività (non incluse) o per il relax. Cena e pernottamento al resort.

7°-12° giorno

SDT racconta:

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In tutto l’arcipelago si trova un mare cristallino o turchese, atolli, reef dai pesci variopinti, di sabbie bianche come talco, lo si può benissimo chiamare “paradiso dei mari del Sud”. Zanzibar è un vero concentrato di tali bellezze, tutte da scoprire. Da non perdere la visita di Stone Town, la parte vecchia della capitale. La sua architettura, in gran parte del XIX secolo, riflette la molteplicità di influenze che definiscono la cultura swahili in generale: vi si ritrovano infatti elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei. Per la sua importanza storica e la sua architettura, la città è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO

 *Consigliamo il Safari Blue, un’intera giornata a bordo di un dhow, imbarcazione tipica per vivere a fondo l’Oceano Indiano…

STONE TOWN la città di pietra

Non ci saranno altri aerei da prendere per il prossimo trasferimento, ma bensì ci sposteremo nella parte più suggestiva e affascinante dell’’Isola grande” nella storica capitale Stone Town, dove passeremo i prossimi due giorni.

13°-14° giorno

SDT racconta:

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La “città di pietra”, anche nota come città vecchia. La parte vecchia della capitale di Zanzibar, si trova sulla costa occidentale di Unguja, l’isola principale dell’arcipelago di Zanzibar. Un tempo capitale del sultanato di Zanzibar, poi centro amministrativo coloniale durante l’occupazione britannica, e oggi sede delle istituzioni di governo dello stato semi-autonomo. Stone Town è una delle città di maggiore importanza storica dell’Africa orientale. La sua architettura, in gran parte del XIX secolo, riflette la molteplicità di influenze che definiscono la cultura swahili in generale: vi si ritrovano infatti elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei. Per la sua importanza storica e la sua architettura, la città è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. L’origine della multietnicità e multiculturalità caratteristica di Stone Town si può far risalire al periodo shirazi, verso l’inizio del secondo millennio, quando arabi e persiani iniziarono a colonizzare l’Africa orientale, mischiandosi con le popolazioni locali bantu e fondando città-stato costiere come Kilwa. Sebbene Stone Town sia sorta solo in epoca molto più tarda, la sua architettura e la sua cultura sono il riflesso della fusione di influenze arabe, persiane, asiatiche e bantu che caratterizza in generale la cultura swahili. La nascita di Stone Town risale agli anni 1830, quando vennero costruite le prime case di pietra; all’epoca, l’arcipelago di Zanzibar apparteneva al sultanato di Oman. A partire da questo periodo la città iniziò a svilupparsi, soppiantando gradualmente un precedente villaggio di pescatori. Stone Town è caratterizzata da un labirinto di vicoli ricchi di case, negozi, bazar e moschee. L’architettura di Stone Town è una miscela di stili unica nel suo genere, che include elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei (coloniali).

…in aeroporto

Dopo la prima colazione, successivo trasferimento all’aeroporto di Zanzibar in tempo utile per il vostro volo di rientro in Italia o per un’altra destinazione.

15° giorno