GRAN SAFARI TRA I PARCHI DEL NORD

La bellezza della biodiversità presente nei Parchi al Nord della Tanzania è sicuramente unica al Mondo.Partenza dal Lago Duluti di origine vulcanica ubicato sul bordo orientale della Great Rift Valley, proseguimento verso il Parco Nazionale del Tarangire, il quale sfoggia panorami dalla bellezza selvaggia con giganteschi baobab che dalla savana si ergono verso il cielo come il rumore dei grandi branchi di elefanti che si abbeverano nel fiume omonimo.
Continuo con il Parco Nazionale Manyara, costituito da una striscia di terra che si estende tra le acque dell’omonimo lago e il ripido versante occidentale della Rift Valley, ammirando l’innumerevole numero di fenicotteri rosa. Il viaggio prosegue con l’esplorazione del lago Natron, un luogo incontaminato dall’interessante storia geologica. Si rimane incantati sia per la visione dei fenicotteri rosa che spesso popolano lo popolano, sia per le sue acque che assumono differenti colorazioni dal blu al rosa, fino all’arancione, create dai sali depositati dalle acque alcaline del lago.
La tappa seguente è il Cratere di Nogorongoro è l’enorme cratere che pare un’immensa arca di Noè, dove vivono in perfetto equilibrio numerosissime specie animali. L’area, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Il trekking nella foresta sarà un diversivo adrenalinico, arrivando fino al cratere di Empakai nell’Area di conservazione di Ngorongoro, uno dei tre crateri più piccoli del più maestoso e unico cratere di Ngorongoro.
L’emozione si fa grande davanti al famigerato “Serengeti” che in lingua swahili, significa “grande pianura”, contornato da kopjes, con la sua fantastica fauna selvatica, dove in alcuni periodi dell’anno si può avvistare gli spostamenti di mandrie di gnu, zebre, gazzelle di Thompson.
Proseguendo verso Sud si arriva fino ad Arusha, ridente cittadina coloniale proprietaria di estese piantagioni di caffè, laddove si potranno ammirare a cavallo.
Tutte le strutture come lodge e campi tendati sono di buon livello, accompagnati da una guida esperta di lingua inglese.

Cartina gransafariparchinord

Tour/safari di 11 giorni

1 Lake Duluti

2 Tarangire National Park

3 Lake Manyara

4 Lago Natron

5 Serengeti National Park

6 Ngorongoro Creater Area

7 Empakai Crater

8 Arusha

Arrivo in ARUSHA, a piedi sulle rive del Lago DULUTI

Arrivo all’aeroporto Internazionale di Kilimanjaro e dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali, incontro con il personale addetto parlante italiano per il trasferimento privato al Lodge.
Dopo il disbrigo delle formalità partenza in direzione del Lago Duluti per una camminata naturalistica immersi nel verde nella foresta. Accompagnati da una guida locale con il compito di spiegare la morfologia del Lago la camminata si farà intrigante.
Rientro al lodge per il pranzo e resto della giornata per le attività offerte dal Lodge oppure per il relax. Cena e pernottamento al lodge.

*Possibilità (su richiesta) sostituire il tour a piedi con una cavalcata immersi nelle coloniali piantagioni di caffè

Struttura: Moivaro Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

1° giorno

SDT racconta:

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Il Duluti è un lago di origine vulcanica, e con più di 1 km di lunghezza e circa 9 metri di profondità copre circa 63 ettari, solo Riserva forestale di Duluti ne copre circa 19 ettari.
Alimentato unicamente da sorgenti sotterranee e dominato dal monte Meru (4566 m.).
Il lago è privo di coccodrilli ed ippopotami, in compenso le sue acque sono ricche di pesci e di uccelli acquatici, all’interno delle acque sono presenti un discreto numero di varani.

Il Parco Nazionale TARANGIRE e le vaste pianure di baobab

Direzione Nord-Est per il Parco Nazionale di Tarangire. Lungo il tragitto si godrà della vista delle piantagioni di grano e di caffè. Il Parco Nazionale di Tarangire è posizionato tra Arusha e il Lago Manyara. Prende il nome da il fiume omonimo e dai simpatici facoceri chiamati “nghire” in swahili.
Il Parco offre una grande varietà di fauna selvatica e da svariati tipi di acacie, enormi baobab, tamarindo e alberi del pane o albero delle salsicce. All’interno del Tarangire si trova l’omonimo fiume, indispensabile per la bio-fauna. Il Parco oltre a una grande quantità di fauna selvatica ospita più di 400 specie diverse di uccelli. Dopo la pausa dedicata al pranzo a pic nic ripartenza per un altro game drive alla ricerca dei big five.
Rientro al campo nel tardo pomeriggio con cena e pernottamento al campo tendato. Dopo cena, possibilità partecipare ad un safari notturno (con veicoli del lodge) per l’avvistamento della fauna selvatica notturna. Cena e pernottamento al lodge.

*Possibilità inoltre di partecipare al safari notturno incluso.

Struttura: Tarangire Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

2° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale di Tarangire è posizionato tra Arusha e il Lago Manyara e prende il nome da il fiume omonimo e dai simpatici facoceri chiamati “nghire” in swahili, dalla tribù Mbugwe residenti prima del 1960, anno della nascita del Parco Nazionale.
Il Tarangire offre una grande varietà di fauna selvatica nella sua area di circa 2600 kmq. Il fiume omonimo fornisce l’unica acqua permanente quando le steppe Masai si asciugano alla fine del periodo delle grandi piogge.
Gli animali migrano verso il fiume Tarangire in cerca d’acqua e pascoli rendendolo così il secondo parco della Tanzania per la grande concentrazione di fauna selvatica: elefanti, bufali, gnu e zebre, leopardi, antilopi d’acqua, gazzelle, gerenuk, impala, giraffe, oltre 500 specie di uccelli, senza tralasciare una delle grandi attrazioni; i pitoni arrampicatori.
Rispetto a Parchi come quello del Serengeti, il paesaggio è più verdeggiante, attorno al fiume si trovano estese paludi e pianure alluvionali, e anche fitta boscaglia.
Le pianure e le praterie sono prevalentemente composte da svariati tipi di acacie tra cui quella ad ombrello, enormi baobab, tamarindo e alberi del pane o albero delle salsicce, è senza dubbio il Parco tanzaniano con la maggior concentrazione di baobab.

Il Treetop Walkway nel TARANGIRE, il LAGO MANYARA e i fenicotteri rosa

Dopo la prima colazione, partenza per il Treetop Walkway, un’esperienza (facoltativa) unica per godere di una passeggiata nella foresta: consiste nell’attraversare la foresta passeggiando su ponti sospesi in cima agli alberi, fino a 18 metri di altezza, al termine del ponte si raggiungerà un punto panoramico per godere di una straordinaria vista. Successiva partenza per la Rift Valley dove troviamo il lago Manyara uno dei simboli della Tanzania.
Ci avventureremo in uno splendido game drive all’interno del Parco Nazionale del Lago Manyara con sosta per il pranzo a pic-nic in un’area dedicata. Nel tardo pomeriggio proseguimento del viaggio in cima alla Great Rift Valley con una vista mozzafiato sul lontano Lago Manyara. All’arrivo al lodge per la cena e il pernottamento.

Struttura: Pamoja Olea Farm
Tipologia: fattoria
Formula: FB

3° giorno

SDT racconta:

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Ai margini della Rift Valley si trova il Lago Manyara da dove prende il nome il suo Parco Nazionale, offrendo vari ecosistemi e panorami mozzafiato. Dopo essere stato designato come riserva di caccia nel 1943, è diventato Parco Nazionale nel 1968.
Le sue foreste, pianure arbustive, scogliere disseminate di baobab e sorgenti calde striate di alghe offrono un’incredibile varietà ecologica in una piccola area, ricca di fauna selvatica. L’acqua alcalina, ricca di sodio, del lago Manyara ospita un’incredibile varietà di avifauna che prospera sulle sue acque salmastre, fenicotteri rosa, cicogne e aironi sono tra le specie più grandi. I famosi leoni che si arrampicano sugli alberi sono ne fanno del Parco una grande attrazione.
Oltre ai leoni, il parco Nazionale ospita anche la più grande concentrazione di babbuini in tutto il mondo, quindi è possibile avvistare famiglie numerose di questi primati. Nella parte meridionale del Parco ci sono un gran numero di acacie.
Il Parco è stato nominato dall’UNESCO Riserva della biosfera nel 2018.

il mistico LAGO NATRON, le Cascate di NGARE SERO

Dopo la prima colazione, partenza per il famigerato Lago Natron dove impiegheremo dalle 5 alle 6 ore di strada sconnessa.
Arrivo al nostro campo in tempo per il pranzo. Nel pomeriggio partenza per un’escursione a piedi alle Cascate di Ngare Sero.
Nell’ area vivono popolazioni maasai semi nomadi, dedite alla pastorizia. Il più importante insediamento del lago è Ngare Sero, partendo dal quale si può risalire l’omonima gola dove scorre limpida e fresca l’acqua del torrente. Rientro al campo per la cena e pernottamento al campo.

Struttura: Moivaro Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

4°-5° giorno

SDT racconta:

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Il lago Natron è un lago di soda con un’alcalinità estrema, in quanto una parte delle sue acqua filtra attraverso le colate laviche di un vulcano vicino, che è ancora attivo, il Ol Doinyo Lengai.
La grande alcalinità lo rende un Lago letale per centinaia di specie diverse, che entrandovi all’interno rischiano di rimanere pietrificate. Il fenomeno è causato dal carbonato idrato di sodio, noto appunto come Natron, il quale in passato veniva utilizzato per l’imbalsamazione, e che trasforma l’acqua del lago in una sorta di sostanza simile all’ammoniaca, con un PH compreso tra 9 e 10,5.
Quando si entra in contatto con le acque del lago, i minerali trasformano gli animali in pietra, intrappolandoli per sempre.
Spesso si possono ammirare centinaia di migliaia di fenicotteri nei pressi del lago, che danno vita a uno spettacolo meraviglioso. Il Lago Natron è una delle zone di riproduzione per i fenicotteri più importante nel mondo.
Il clima è molto più caldo in questi luoghi, rispetto alla maggior parte delle altre destinazioni del Nord della Tanzania, ma anche il paesaggio è notevolmente suggestivo.
La maggior parte delle visite al Parco Nazionale del Lago Natron include una breve visita alle rovine di Engaruka, un misterioso complesso di rovine di pietra, composto di 7 villaggi abbandonati.
Un’altra particolarità e la complessità dei sistemi d’irrigazione, e dighe, che erano in grado di sostenere 5000 persone. Si conosce ancora poco degli abitanti originari di Engaruka, e nemmeno gli archeologi moderni sono riusciti a fare chiarezza su questo mistero del passato.

Il Parco Nazionale di SERENGETI e i big five

Sveglia di buon mattino e partenza in direzione del Parco Nazionale Serengeti con sosta lungo il tragitto alla Gola di Olduvai, importante sito archeologico africano scoperto dalla famiglia di Louis Leakey, e del suo piccolo museo dedicato ai siti di fossili di Laetoli.
Il nome originale sarebbe oldupai, che significa “sisal” in lingua masai: l’area, semidesertica, è infatti cosparsa di piante di sisal e acacia arbustiva.
Olduvai è uno dei più importanti siti archeologici africani; i ritrovamenti effettuati in questa zona hanno svolto un ruolo importante nella comprensione dello sviluppo e delle origini della specie umana.
Successivo ingresso nel Parco Nazionale del Serengeti con safari fotografico alla ricerca dei big five. Pranzo al sacco e proseguimento del safari fino a raggiungere nel tardo pomeriggio il lodge posizionato a Nord-Est del Parco nell’area di Lobo. Cena e pernottamento al lodge.
Il giorno successivo sveglia di buon mattino con thè/caffè e partenza per un’altra area del Serengeti a bordo di fuoristrada 4×4 cambiando paesaggio sottostante alla ricerca della fauna selvatica.
Tempo per il pranzo al sacco in un’area predisposta e proseguimento per un altro adrenalinico safari. Arrivo al campo tendato per la cena e il pernottamento.

6° giorno
Struttura: Lobo Wildlife Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

7° giorno
Struttura: Kati Kati Camp
Tipologia: campo tendato
Formula: FB

6°-7° giorno

SDT racconta:

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Il Parco Nazionale del Serengeti è senza dubbio il santuario della fauna selvatica più famoso al Mondo, senza eguali per la sua bellezza naturale e il suo valore scientifico, detiene il maggior numero di fauna selvatica di tutto il mondo faunistico, ospitando per lo più il fenomeno di animali selvatici allo stato brado unico al mondo: la grande migrazione: oltre un milione di gnu striati circa 200.000 zebre e altri erbivori si muovono a Sud dalle colline settentrionali verso le pianure meridionali per le brevi piogge tra Ottobre e Novembre, per poi spostarsi a Ovest ed a Nord dopo le lunghe piogge tra Aprile e Giugno.
L’antico istinto di muoversi è così forte che nessun fiume infestato dai coccodrilli, pianura colma di carnivori, zona arida, gola o dirupo può trattenerli. La quantità di fauna selvatica è enorme e la popolazione residente di leoni, ghepardi, elefanti, giraffe e uccelli è impressionante, ne vengono menzionati alcuni; 2.000.000 gnu, 1.000.000 gazzelle, 300.000 zebre, 100.000 impala, 80.000 bufali, 10.000 giraffe, 7.000 elefanti, 100 rinoceronti e numerosi predatori tra cui 3.000 leoni e 500 ghepardi; sono presenti tutti e cinque i cosiddetti “big five”: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo. Prima dell’arrivo degli Europei, la pianura del Serengeti era abitata principalmente dai Masai, allevatori e semi-nomadi.
Negli ultimi anni dell’amministrazione coloniale tedesca, la regione divenne un’area protetta, e un primo nucleo dell’odierno Serengeti, di 2286 km², fu dichiarato riserva di caccia nel 1929. L’amministrazione inglese, subentrata con la nascita dello Stato del Tanganika, istituì il parco nazionale nel 1951, affidandone la gestione al naturalista Bernhard Grzimek, divenuto celebre come uno dei precursori dell’approccio moderno alla conservazione dell’ambiente.
Il Parco si divide in zone virtuali ma ben distanti tra loro. La popolare parte Centro-Meridionale (Valle di Seronera) è ciò che i Masai chiamano il “serengit”, ovvero sconfinata pianura selvaggia, la classica savana punteggiata di acacie, ricca di fauna selvatica, dove il corridoio occidentale è segnato dal fiume Grumeti ricco di foreste. Il Nord, dove la zona di Lobo incontra la Riserva Faunistica di Masai Mara in Kenya, essendo in tal caso la sezione meno visitata.
Due siti del Patrimonio Mondiale e due Riserve della Biosfera sono stati istituiti nella regione di 30.000 km2, essendo un ecosistema unico dove ispirò scrittori come; Ernest Hemingway, Peter Mattheissen, i registi Hugo von Lawick e Alan Root, non ché un gran numero di fotografi e scienziati, molti dei quali hanno messo a disposizione i loro lavori per creare questo sito.
L’ecosistema del Serengeti è uno dei più antichi del mondo, le caratteristiche essenziali del clima, della vegetazione e della fauna sono cambiate molto poco negli ultimi milioni di anni. Lo stesso uomo primitivo fece la sua apparizione nella gola di Olduvai circa 2 milioni di anni fa, qui alcuni stili di vita, morte, adattamento e migrazione sono vecchi quanto le colline stesse.

L’Area di Conservazione di NGORONGORO, safari nella Caldera più grande al Mondo

Sveglia di buon mattino con thè/caffè e partenza all’alba Direzione Sud per l’Area di conservazione di Ngorongoro, attraverso splendidi paesaggi collinari pieni di coltivazioni di grano e thè, fino ad arrivare nell’ Area di conservazione di Ngorongoro: da qui si trovano le vaste pianure del Parco.
Proseguimento fino al lodge, con buona probabilità di avvistare da subito gli animali lungo il tragitto. Pranzo al sacco e proseguimento per la Caldera più famosa al Mondo, dove uno scenario mozzafiato si presenterà durante la discesa nel cratere.
Il cratere di Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare, misura oltre 16 chilometri di diametro, è rifugio di una fauna incredibilmente ricca e perfettamente protetta da una barriera naturale alta 600 metri. Grazie alle sue dimensioni e diversità il fondo del cratere è composto da varie zone distinte che vanno da foreste, paludi, laghi e sorgenti, ad aperte praterie e dune di sabbia. Nel cratere si possono trovare tutti i più grossi mammiferi africani: felini, elefanti, ippopotami e rinoceronti.
Sosta per il pranzo a pic-nic con suggestiva vista su un piccolo lago popolato da ippopotami. Dopo pranzo proseguimento del game drive lungo il tragitto di arrivo al lodge. Arrivati nell’ Area di conservazione di Ngorongoro, check-in al lodge con successiva cena e pernottamento.

Struttura: Ngorongoro Sopa Lodge
Tipologia: lodge
Formula: FB

8° giorno

SDT racconta:

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Una delle meraviglie del mondo, non solo per gli aspetti geologici e per l’enorme densità di animali che vivono permanentemente nel cratere, ma anche per la straordinaria pacifica convivenza tra il popolo Maasai e gli animali.
Nominata la Caldera più grande al Mondo, posizionata nell’Area di Conservazione di Ngorongoro è un posto unico al Mondo, con una larghezza di circa 16 km, e una profondità di circa 600 metri il cratere estinto ha una superficie complessiva di circa 300 km quadrati.
Il cratere di Ngorongoro è uno dei siti più famosi dell’Africa e si dice che abbia la maggior densità di fauna selvatica del continente, avendo come primato anche quella di essere la più grande caldera vulcanica intatta del mondo ospitando circa 30.000 animali. Viene descritto come l’ottava meraviglia al Mondo, raggiungendo una fama sempre maggiore nel corso degli anni attirando così un numero sempre maggiore di visitatori.
Nessun’altro luogo permette di vedere una moltitudine di animali in un ambiente così eccentrico. Il bordo del Cratere è alto oltre 2.200 metri ed è spesso avvolto da nuvole trasformando uno dei pochi luoghi in Tanzania dove il clima si abbassa notevolmente durante le ore notturne. Sul fondo del cratere è possibile trovare pascoli, paludi, foreste e il lago Makat (termine che i Maasai usano per dire per “sale”), un lago alcalino in cui affluisce fiume Munge.
Questo caleidoscopio di ambienti attira la fauna selvatica ad abbeverarsi, nuotare, pascolare, nascondersi o migrare da un lato all’altro del fondale. Sebbene gli animali siano liberi di uscire dal cratere, il ricco suolo vulcanico ha dato vita a foreste lussureggianti, laghi e pascoli, rendendolo un ambiente ospitale per le prede ed i predatori, solo le giraffe mancano all’appello essendo incapaci, una volta entrate di riuscire dalla caldera.
L’Area di Conservazione, viene amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area Authority, che è un organismo indipendente dal sistema dei Parchi Nazionali della Tanzania e amministra l’area in modo diverso; per esempio, all’interno dell’NCA la popolazione dei Masai può vivere e spostarsi liberamente (cosa che non avviene in nessun altro parco della Tanzania).
Oltre al cratere dello Ngorongoro, la Riserva omonima include due altri crateri di dimensioni minori, Olmoti ed Empakaai, nonché l’importantissimo sito archeologico delle gole di Olduvai, conosciute come “culla dell’umanità”.
Qui vennero rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 1.75 milioni di anni fa e svariati fossili di animali risalenti all’età della pietra.

a piedi nel Cratere di EMPAKAI

Tempo per la prima colazione si parte in 4×4 con ranger armato a bordo e si percorre la strada sterrata che costeggia per circa 3/4 l’orlo del cratere di Ngorongoro fino a raggiungere Nainokanoka ed il cratere di Olmoti.
Da qui si prosegue per altre due ore d’auto fino a raggiungere il cratere di Empakai attraversando paesaggi mozzafiato, dove raramente si incontrano turisti ma solo piccoli insediamenti masai, bambini al pascolo con mucche e caprette, qualche donna intenta a raccogliere erbe e radici, guerrieri che si spostano verso mete a noi ignote.
Giunti in prossimità di Empakai ha inizio il trekking attraverso la foresta incontaminata che ricopre le pareti del cratere sul fondo del quale si trova il lago solitamente popolato di fenicotteri. L’escursione può variare dalle 3 alle 4 ore di cammino a seconda che si decida di scendere dalla parete meridionale (con 1 km. 700 mt di dislivello. 1 ora e 30 circa) o da quella orientale (2 km. 300 mt di dislivello. 2 ore e 30 circa). La forma fisica richiesta è normale anche se le pareti sono abbastanza ripide.
Al tramonto trasferimento all’area di Karatu e arrivo al lodge per la cena e il pernottamento.

Struttura: Pamoja Olea Farm
Tipologia: Fattoria
Formula: FB

9° giorno

ARUSHA tra le coloniali piantagioni di caffè, rientro in Italia

Sveglia di buon mattino, check-out e partenza per l’ultimo safari fotografico lungo il tragitto, in direzione della Lobo Airstrip in tempo utile per il volo domestico diretto ad Arusha (partenza alle 09.45 con arrivo ad Arusha alle 12.15).
All’arrivo, incontro con il nostro personale e trasferimento in direzione dell’Arusha Coffee Lodge con camera in day-use a disposizione e pranzo. Trasferimento in tempo utile per il nostro volo con direzione Italia o ripartenza per altra destinazione.

*Consigliamo se il tempo lo permette una passeggiata a cavallo (non inclusa) di 1 ora tra le piantagioni di caffe.
*possibilità di estensione mare su Zanzibar Arcipelago

10° giorno

SDT racconta:

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Con una popolazione di 416.442 abitanti Arusha si posiziona nel Nord della Tanzania, su un altopiano della Grande Rift Valley, fra la pianura del Parco Nazionale Serengeti. Il Cratere di Ngorongoro, il Lago Manyara, la Gola di Olduvai, il Parco Nazionale Tarangire e il Monte Kilimangiaro dove ne fa parte anche il Parco Nazionale omonimo. I Parchi menzionati fanno parte del Northern Safari Circuit.
La fauna del parco è altrettanto diversificata. L’avifauna è rappresentata da oltre 300 specie, alcune migratorie e altre stanziali, buona parte delle quali concentrate nella zona dei laghi Momela, in cui si trovano enormi colonie di fenicotteri.
Il Parco di Arusha è anche noto per avere la più grande concentrazione di giraffe del mondo. Altri animali presenti sono per esempio gli ippopotami, i bufali, i facoceri e numerose specie di antilopi, leopardi e iene. Nel Parco sono state censite 10 specie di anfibi e 24 specie di rettili.
Il nome “Arusha” deriva da Warusha, il nome della popolazione locale della regione, anche se nello slang locale, Arusha viene chiamata anche A-town. Molti toponimi locali sono legati alla tradizione dei Masai, un altro popolo presente nell’area.
Sebbene Arusha sia diventata ufficialmente “città” solo il 1º luglio 2006, essa ha sempre rappresentato un importante polo soprattutto in campo diplomatico.
Nel 1961, Arusha fu il luogo prescelto per la firma dell’accordo che sanciva l’indipendenza della Tanzania dal Regno Unito. Nella città furono in seguito elaborati e firmati altri documenti importanti, tra cui la Dichiarazione di Arusha (1967) e gli Accordi di Arusha (1993). Nel 1994 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite stabilì che ad Arusha si insediasse il Tribunale penale internazionale per il Ruanda.